Les Villes invisibles

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Les Villes invisibles (le Città invisibili)
Da "Le Città invisibili" di Italo Calvino

Musiche di Britten, Modugno/Pasolini, Reich, Oswald von Wolkenstein e altri.
Ideazione Controluce Teatro d’Ombre, Francesco Biamonte, Antonio Albanese

Messinscena e regia
Controluce Teatro d'Ombre
Cora Demaria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas
sagome originali Cora Demaria
Disegno luci Simona Gallo
Impianto scenografico Antonio Martire
Costumi Sita Sing

In scena:
Marco Polo Francesco Biamonte (recitazione e canto); il musicista Antonio Albanese (chitarre);
il narratore Lisa Tatin (recitazione); Alberto Jona/Jenaro Meléndrez Chas: ombre

Produzione Papageno.Corp, L’Echandole Yverdon, L’Oriental Vevey, Casino Théâtre de Rolle

Alla luce di una candela, Marco Polo racconta all'imperatore dei Tartari le meravigliose città che ha visto. Sono città impossibili, costruzioni metafisiche. I racconti diventano immagini filosofiche ed enigmatiche. Ogni città è sorprendente per la sua bellezza e ci chiede cosa siamo.
Un teatro immateriale sorge da schermi mobili e ombre che mostrano le città. È il privilegio delle ombre rendere per un attimo “visibili” le città, senza rivelarle.
Il Musicista di Corte veste di musica le storie del racconto di Marco, che canta canzoni di ieri e oggi, in molte lingue. È un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, nell'universalità del canto accompagnato sulla chitarra. L'imperatore non appare. Egli è colui al quale è dedicato il racconto. Potrebbe essere tra il pubblico. Potrebbe essere il pubblico …

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